Digressione – società

Una domanda mi assilla la mente da molto tempo, come fa un popolo, una nazione che ha visto i fast di uno degli imperi più importanti e influenti del mondo a ridursi a macchietta di sè stessa?

Il paese che oggi viene chiamato Italia è stato nella storia il più importante nucleo culturale del mondo, non che i romani fossero dei geni o dei campioni d’etica, anch’essi avevano delle fasi calanti, dei momenti di “basso impero” che in maniera preoccupante assomigliano al momento storico che stiamo vivendo.

Roma, sostengono alcuni storici, ha iniziato il suo declino con la venuta al potere di Ottaviano Augusto, probabilmente il miglior imperatore che Roma abbia mai avuto alla sua guida. Ma perché allora alcuni storici sostengono questa tesi? Uno dei motivi è che dopo Ottaviano effettivamente Roma ha iniziato il suo lento ma inesorabile declino, fino all’epilogo con Romolo Augusto (un nome abbastanza premonitore…).

Cosa accomuna quindi il declino dell’Impero Romano alla società attuale? Sono effettivamente tanti i paralleli che possiamo notare, dapprima una mancanza dello Stato di senso dello stesso, i politici non sono politici ma semplici affaristi che portano più o meno acqua al proprio mulino, esattamente come millecenquecento anni fa. Va bene che un politico segua i propri interessi, deve essere così perché sennò andrebbe a mancare la motivazione che è il movente di tutti ma questo non può e non deve essere l’unico motore, tutti noi abbiamo dei doveri difronte ad un obiettivo ben più importante che il semplice accumulo di danaro, ed è il bene comune.

I regimi dittatoriali hanno il grande vantaggio di non doversi confrontare, quindi quello che scelgono va bene per tutti e così deve essere, non ci devono essere intromissioni perché un “buon” dittatore è esattamente come un buon padre, che sa quali sono i punti di forza e di debolezza dei propri figli e da li cerca di partire. Migliorando i difetti (dove possibile) e cercando di potenziare i punti di forza.

Alla società di oggi mancano le palle, in tutti i sensi, ai giovani mancano le palle di “spodestare” i propri genitori, ai genitori mancano le palle di scommettere sui figli e di farsi da parte, ai politici mancano le palle di non pensare a se stessi per un bene più alto ma meno terreno, lo stesso vale per gli operai che non vogliono rinunciare a nessun beneficio per un bene maggiore. La verità è che tutti noi vogliamo l’ultimo modello di televisione, l’ultimo modello di cellulare, anche se poi ci ritroviamo a guardare vecchi presentatori o a non sentire gli amici perché troppo preoccupati dal’ sms del nostro nuovo smartphone.

Siamo una società senz’anima, siamo una scatola vuota, un contenitore che non ha più nulla al suo interno.

La verità è che troppe persone si lamentano in pubblico per poi fare i propri interessi nel privato, senza dover per forza fare distinzioni tra destra e sinistra, non è un discorso politico, anche perché di quale politica dovremmo o potremmo parlare?

Manca moralità, manca onore, mancano idee, manca spirito di sacrificio, manca amore. Ma attenzione perché amore non vuol essere quella parola ovattata a cui molti associano subito cuoricini e nuvolette, ma amore vuol dire sacrificio, lotta, pazienza, costanza, responsabilità, tutte cose a cui non siamo più abituati. I genitori difendono i propri figli dai maestri di elementari, che vengono in questo modo delegittimati del loro ruolo di educatori. Il bambino va schiaffeggiato e se al genitore non va bene che lo faccia il maestro bene, allora che se lo tenga a casa, perché mandare un figlio a scuola vuol dire delegare ad un’altra persona l’educazione del proprio figlio ed essa deve avere la possibilità di educarla in modo corretto.

Mi spiace dirlo ma il popolo non ha mai contato nulla, la democrazia non esiste, in realtà quella che viene chiamata democrazia non è altro che una plutocrazia; che idealmente è anche giusta, in fondo è il leone più forte che guida il branco e guidandolo ne garantisce la sopravvivenza, ecco noi stiamo cercando di castrare il leone che dal canto suo cerca sempre di più di auto-difendersi pensando alla propria sopravvivenza prima che al branco.

Politici, pensate per favore al Paese, non è vostro ma in prestito dai vostri figli e nipoti e quello che era un bellissimo giocattolo sta per essere restituito in condizioni spaventose. Va benissimo la plutocrazia, sotto un certo punto di vista è anche giusta, ma che sia nell’interesse comune e non nei piccoli giochini personali.

Per favore!

S.P.Q.R. – senato POPULUSQUE romanus (il Senato è il Popolo Romano)

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